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Casaclima – la casa ad alto risparmio energetico

La sfida del risparmio energetico, che in questi anni sta interessando tutti i settori economici, non può più essere ignorata dal settore della produzione edilizia.

L’oramai inevitabile crisi dell’energia, dovuta alla sempre maggiore scarsità delle risorse non rinnovabili e al continuo e costante aumento dei loro costi; i seri pericoli derivanti dai cambiamenti climatici, cui fa seguito una nuova sensibilità legislativa a livello statale ed europeo, con la conseguente emissione di direttive sempre più specifiche ed esigenti; tutto ciò richiede un ripensamento generale di ciascuna delle fasi della produzione edilizia, orientato verso una nuova concezione del progettare, del costruire, dell’abitare.

By Anteprima di Stampa

1. La casa e l’ambiente

La sfida del risparmio energetico, che in questi anni sta interessando tutti i settori economici, non può più essere ignorata dal settore della produzione edilizia.

L’oramai inevitabile crisi dell’energia, dovuta alla sempre maggiore scarsità delle risorse non rinnovabili e al continuo e costante aumento dei loro costi; i seri pericoli derivanti dai cambiamenti climatici, cui fa seguito una nuova sensibilità legislativa a livello statale ed europeo, con la conseguente emissione di direttive sempre più specifiche ed esigenti; tutto ciò richiede un ripensamento generale di ciascuna delle fasi della produzione edilizia, orientato verso una nuova concezione del progettare, del costruire, dell’abitare.

Queste tematiche non possono più essere soggetto di sporadiche riflessioni da parte di pochi adepti, ma debbono diventare una priorità per tutti gli operatori e gli utenti del settore.

In sostanza è necessaria la sempre più larga diffusione di una nuova “cultura edile” ecologicamente responsabile, che coniughi l’indispensabile ottimizzazione dell’utilizzo delle fonti energetiche non rinnovabili con altri valori, come la sostenibilità (grazie all’utilizzo di materiali biocompatibili e fonti di energia rinnovabili) ed il miglioramento del benessere abitativo, e che contribuisca ad evitare con ogni mezzo il danneggiamento dell’ambiente e lo spreco delle risorse.

E’ infatti molto importante diffondere il messaggio che ciascuno di noi ha la possibilità di contribuire attivamente a preservare l’ambiente ed il clima. Il miglioramento dell’efficienza energetica nel settore dell’edilizia dipende da tutte le opzioni che regolano la nascita di una nuova abitazione, dall’individuazione dell’ubicazione ottimale alla scelta dei materiali più idonei alla sua costruzione, fino alla valutazione del tipo di impianto da utilizzare per il riscaldamento. Grazie ad una progettazione accurata è possibile diminuire in maniera molto sensibile (fino al 90%!) i consumi energetici di una nuova casa, con l’ovvia conseguenza che ad un inferiore utilizzo di energia corrisponde una ridotta quantità di emissioni di CO2 e di gas serra, e quindi una diminuzione dell’inquinamento. Questo significa che le decisioni dei singoli possono incidere in maniera significativa sul raggiungimento del traguardo collettivo: la salvaguardia del nostro pianeta.

2. CasaClima Klimahaus – gli edifici ad alto rendimento energetico

Il risparmio energetico in edilizia è oramai possibilità del tutto comprovata, ed anche conveniente dal punto di vista economico: gli edifici cosiddetti “ad alto rendimento energetico” sono ormai una consolidata realtà. E dal momento che l’efficienza energetica di un nuovo edificio si decide fin dalle fasi iniziali della sua progettazione, o ancor prima dalla scelta del terreno più adatto alla sua edificazione e dal suo orientamento, essa ne deve diventare non solo parte integrante ma anzi istanza prioritaria.

Infatti una casa con consumi energetici troppo elevati è il risultato di una progettazione errata, le cui conseguenze però si ripercuotono su chi vi abita dal punto di vista economico e sull’ambiente sotto l’aspetto dell’inquinamento per un periodo di tempo molto lungo: infatti difficilmente una nuova edificazione subirà modifiche strutturali prima di 30 anni, e l’eventuale rimedio degli errori potrebbe risultare ancora più dispendioso.

Inoltre, dal momento che sul bilancio di una famiglia media le spese per il riscaldamento incidono per circa il 70%, per chi si accinge ad acquistare o a costruire una nuova casa deve diventare indispensabile ricevere informazioni su quanto costerà la sua futura gestione, in una parola su quanto la casa è destinata a consumare. L’individuazione immediata ed intuitiva della classe energetica dell’abitazione deve perciò essere consentita ed agevolata, così com’è diventata consolidata abitudine richiederla all’acquisto di un qualunque elettrodomestico.

Per ovviare ai possibili errori progettuali è sempre bene rivolgersi a professionisti qualificati, in possesso delle competenze atte alla soluzione dei problemi energetici impliciti in una nuova edificazione (o in una ristrutturazione), nonché a ditte ed artigiani specializzati nella realizzazione a regola d’arte delle opere e nell’utilizzo di materiali efficienti e di alta qualità.

Da parte sua il progettista deve tenere sempre presente il fabbisogno energetico dell’edificio nonché le esigenze del cliente, e coinvolgerlo in primo piano nelle scelte progettuali.

Un’abitazione così congegnata, priva di difetti di progettazione e di costruzione, costituisce un indiscusso investimento per il futuro: il valore di un immobile con queste caratteristiche è infatti destinato ad accrescersi nel tempo, a causa di una scarsa o nulla dipendenza dai sempre più dispendiosi combustibili fossili e della limitata necessità di manutenzione, derivante dalla qualità superiore dei materiali utilizzati nella costruzione e da un’esecuzione ottimale delle opere.

3. Come si realizza una CasaClima?

Un edificio appartenente alla categoria a basso consumo energetico, il cui esempio più indicativo è senza dubbio l’altoatesina CasaClima, è in grado di unire al risparmio di energia anche un rilevante incremento del benessere abitativo.

Il raggiungimento di questi importanti obiettivi si persegue essenzialmente partendo dal presupposto che il mezzo più immediato per risparmiare energia è quello di evitarne gli sprechi, e dunque di ridurre il più possibile le dispersioni termiche.

Questi risultati si ottengono rispettando le seguenti linee guida:

1. Una scelta ponderata dell’ubicazione e dell’orientamento.

Una posizione non esposta ai venti, ben soleggiata e soggetta ad ombreggiamenti stagionali ridotti, è il punto di partenza essenziale per la costruzione di un edificio in grado di risparmiare energia. Il vento infatti causa al fabbricato la dispersione di considerevoli quantità di calore, mentre uno sfruttamento passivo dell’energia solare consente durante l’inverno un apprezzabile accumulo termico. Per questo motivo è bene prevedere delle aperture in grado di catturare quanto più calore e luce possibili, disponendone di ampie sul lato sud dell’edificio (quello maggiormente esposto al sole) e di molto piccole sul lato nord.

2. Una forma edificatoria compatta.

Una forma molto articolata e ricca di sporgenze, oltre a comportare maggiori spese di costruzione e di coibentazione, aumenta di molto la dispersione del calore e quindi i consumi energetici.

3. Un isolamento ottimale ed efficace di tutti gli elementi della struttura.

Un involucro architettonico altamente coibentato e privo di ponti termici, nonché dotato di serramenti a tenuta stagna, garantisce ambienti caldi anche con un utilizzo molto più ridotto dell’impianto di riscaldamento; ne consegue un risparmio sulle spese da combustibile del 13% l’anno (contro il 2% per cui l’isolamento termico incide sul costo globale della costruzione) ed il sensibile aumento del comfort ambientale. Com’è noto, infatti, una temperatura delle superfici delle stanze (soffitto, pavimenti, pareti, vetri e telai delle finestre) più simile possibile a quella dell’aria interna consente la percezione di un livello di benessere più elevato, e permette di mantenere negli ambienti (riscaldati) una temperatura più bassa, e di risparmiare quindi energia. Superfici normalmente “passive” (che assorbono calore) vengono in questo modo rese attive (cedono calore); al contempo le finestre a tenuta stagna catturano dal sole quanta più energia termica e luminosa possibile, opponendo grande resistenza alla fuoriuscita del calore interno e consentendo dunque anche in inverno un guadagno termico netto.

4. Utilizzo di una impiantistica efficiente.

L’impianto di riscaldamento, grazie agli accorgimenti sopra descritti, può ricoprire un ruolo sempre più secondario nella costruzione della casa. Ad ogni modo esso va realizzato valutando attentamente le caratteristiche delle varie parti dell’edificio, la tenuta degli infissi, i materiali utilizzati e la loro capacità di coibenza o trasmittanza termica.

La scelta della tipologia dell’impianto può spaziare tra le moltissime proposte del mercato; sarebbero preferibili impianti che utilizzano fonti energetiche biocompatibili o rinnovabili, come gli scambiatori geotermici, le pompe di calore, i pannelli fotovoltaici, le stufe a pellets. Tuttavia di particolare efficacia risulta anche il riscaldamento radiante a parete o a pavimento, che unitamente alla coibentazione delle superfici contribuisce a renderle attive dal punto di vista termico. Importante è anche sincerarsi della possibilità di allacciare la nuova costruzione ad un impianto di teleriscaldamento eventualmente presente nei pressi dell’abitazione.

Potrebbe rivelarsi molto utile integrare il riscaldamento con un dispositivo di recupero termico (scambiatore), che permette di intercettare il calore dai fumi o dalla temperatura troppo elevata di alcuni ambienti interni (come la cucina o il bagno) e di reimmetterlo in circolo. Una nuova frontiera sempre più battuta è rappresentata dagli impianti a cogenerazione, che producono simultaneamente calore ed energia elettrica (e in alcuni casi anche aria fredda).

4. Il problema del ricambio dell’aria

Uno degli aspetti energeticamente positivi della CasaClima, la sua perfetta impermeabilità all’aria, se non correttamente gestito può diventare un grave difetto, che rischia di compromettere seriamente la qualità della vita all’interno dell’abitazione. Infatti per il benessere abitativo degli ambienti una corretta aerazione è fondamentale per molte ragioni: favorisce l’espulsione dell’aria viziata e l’ingresso di aria fresca, tiene lontana l’umidità, purifica gli ambienti da eventuali emissioni dovute alle sostanze chimiche presenti nei più svariati materiali che compongono la struttura dell’abitazione o che sono in essa conservati (materiali costruttivi, isolanti, detersivi, ecc.). È per questo buona norma dotare sempre una casa a basso consumo energetico di un impianto d’aerazione forzata a basso voltaggio che provveda al corretto e costante ricambio d’aria, rendendo così superflua l’apertura periodica delle finestre, causa di consistenti dispersioni termiche. Spesso questo dispositivo viene installato in concomitanza con uno scambiatore geotermico, che tramite il solo sfruttamento della temperatura del sottosuolo (costante tutto l’anno) è in grado di riscaldare o rinfrescare, in base alla stagione, l’aria aspirata dall’esterno prima di immetterla negli ambienti interni. Un’ulteriore accortezza, al fine di incrementare il risparmio energetico riducendo la dispersione termica, può essere rappresentata dall’introduzione di un impianto che consenta il recupero del calore dall’aria viziata aspirata dall’interno prima della sua espulsione all’esterno.

5. I vantaggi degli edifici a risparmio energetico – Casaclima

Molteplici sono i vantaggi che si ottengono osservando queste regole, a ben vedere piuttosto semplici ed intuitive.

Innanzitutto il risparmio di energia: la caratteristica di una CasaClima è quella di avere un bilancio energetico sempre positivo, che si ottiene dal massimo sfruttamento passivo dell’energia solare (grazie ad un corretto orientamento) e dalla massima riduzione delle perdite termiche (tramite la corretta coibentazione).

Com’è evidente, ad un significativo risparmio energetico corrisponde anche un notevole risparmio economico, che come si accennava può arrivare fino ad una percentuale del 90%. Le basse spese di gestione e la qualità intrinseca della costruzione gettano inoltre le basi per un costante incremento del futuro valore commerciale dell’immobile.

L’attivazione termica delle superfici interne aiuta a migliorare il benessere abitativo; l’indispensabile impianto di ventilazione forzata, assicurando il necessario ricambio d’aria negli ambienti, impedisce la formazione dell’umidità, riduce l’inquinamento dell’aria interna, purifica filtrandola l’aria proveniente dall’esterno e contribuisce in questo modo alla tutela della salute degli abitanti.

Ma oltre ad essere vantaggiosa per chi vi abita, una casa a basso consumo energetico è in grado anche di influire positivamente sulla tutela del clima e dell’ambiente grazie alle ridottissime emissioni di CO2 che la caratterizzano, e che addirittura si annullano completamente con l’impiego, tra gli impianti di riscaldamento basati sulle energie rinnovabili, di quelli che non necessitano della combustione (pannelli fotovoltaici, pompe di calore, impianti geotermici, ecc.).

Non da ultimo, CasaClima è in grado di assicurare un positivo ritorno di immagine a tutti gli attori coinvolti nel processo produttivo: dal progettista, che mette in gioco le proprie competenze professionali e la propria sensibilità alle tematiche energetiche ed ambientali; alle ditte esecutrici delle opere, che dimostrano di essere tecnologicamente all’altezza della sfida del futuro; fino al committente, che poi sarà l’utente finale del bene, e che si troverà in possesso di un oggetto architettonico di prestigio, rispettoso dell’ambiente, di cui essere orgoglioso.

In particolare in Alto Adige tale prestigio ha anche un segno tangibile in una targa, che apposta all’esterno dell’abitazione ne garantisce la corrispondenza ai criteri CasaClima, certificati su richiesta a costruzione ultimata da un ente appositamente istituito dalla provincia di Bolzano. La targa contribuisce ad accrescere ulteriormente il valore commerciale dell’immobile.

Il primo fondamentale passo verso la diffusione di questa nuova cultura del progettare, del costruire e dell’abitare, comporta la necessità da un lato di informare gli operatori del settore, offrendo loro una corretta formazione ed un continuo aggiornamento, dall’altro di sensibilizzare ed incentivare i committenti, informandoli sui vantaggi economici ma anche etici insiti in questo tipo di costruzioni, caratterizzate da una qualità garantita e come visto all’occorrenza ufficialmente certificata. In questo modo ciascuno potrà dare il proprio contributo alla protezione del clima e dell’ambiente che lo circonda, e che potrà essere un po’ più fiero di abitare e di chiamare “la propria casa”.

6. La CasaClima+

Una menzione a parte merita un tipo particolare di CasaClima, la cosiddetta CasaClima+.

Come si è accennato, nella provincia di Bolzano esiste un ufficio preposto alla classificazione ed alla certificazione su richiesta delle CaseClima dopo la loro realizzazione; esse, in base al loro consumo in termini di energia, possono osservare criteri relativi a ben cinque diverse categorie energetiche. Ad esempio ad una CasaClima di categoria Oro, la più elevata, corrisponde un indice termico di soli 10 kWh/m²a, il che significa che essa necessita di un solo litro di combustibile all’anno per riscaldare 1 m² di superficie abitabile.

La CasaClima+, invece, oltre ad indicare una categoria energetica (corrispondente almeno alla classe B, con indice termico ≤ 50 kWh/m²a), attesta ulteriori caratteristiche positive per l’ambiente, quali:

-  l’utilizzo di fonti energetiche rinnovabili;

-  l’utilizzo di materiali da costruzione, compresi gli isolanti, ecologici o ecocompatibili, che siano riciclabili, e i cui cicli produttivi richiedano il minor dispendio energetico possibile ed incidano il meno possibile sull’ambiente. Ad esempio non sono concessi in una CasaClima+ gli isolanti sintetici di nessuna natura, il PVC, gli impregnanti chimici, i solventi; ma neppure il legno proveniente da alberi appartenenti a specie tropicali, il cui abbattimento indebolisce le foreste pluviali (tra gli ultimi “polmoni verdi” rimasti sulla terra) e il cui trasporto attraverso le lunghe distanze comporta un forte dispendio di energia, con la conseguente emissione di CO2 in atmosfera;

-  il rispetto di almeno uno di questi accorgimenti per la tutela dell’ambiente:

  • utilizzo di pannelli fotovoltaici per la produzione di energia
  • utilizzo di collettori solari per l’acqua calda o per il riscaldamento
  • recupero delle acque piovane, da utilizzare per l’irrigazione del giardino, la lavatrice, lo scarico della toilette
  • allestimento di un tetto verde.

7. La normativa di riferimento della CasaClima

Una considerazione va infine dedicata alle normative che regolano il risparmio energetico in edilizia.

Nonostante i timori per il caro petrolio ed i reiterati appelli al problema dell’energia, l’amministrazione pubblica centrale non ha finora dimostrato di recepire e fare propria la normativa europea sulla certificazione energetica degli edifici; per decenni inoltre ha mancato l’occasione di prendere efficaci provvedimenti anche sul fronte del risparmio energetico e delle fonti di energia alternative.

Allo stesso tempo, però, è in atto un fenomeno positivo e del tutto spontaneo che vede, nel campo dell’edilizia a basso consumo, l’aumentare di una certa sensibilizzazione nonché il consolidamento della collaborazione tra i vari operatori coinvolti, committenti privati, progettisti, tecnici, imprenditori.

In alcuni casi invece, come in Alto Adige, la cultura del risparmio energetico in edilizia ha finalmente iniziato ad incontrare l’interesse favorevole delle amministrazioni locali, che hanno recepito e di propria iniziativa fatto oggetto di norme provinciali il concetto di basso consumo come irrinunciabile prerogativa alla nuova edificazione o alla ristrutturazione del patrimonio architettonico già esistente.

La Provincia autonoma di Bolzano infatti, primo caso in Italia, si è dotata di uno strumento legislativo (il decreto provinciale n. 34 del 29.09.2004) che per ogni nuova costruzione obbliga la presentazione di un certificato di rendimento energetico, da esibire necessariamente anche in occasione della stipula di contratti privati di affitto o compravendita degli immobili. Con decorrenza da maggio 2007 questo decreto è stato ulteriormente implementato, con norme che prevedono per tutti gli edifici pubblici o privati, di nuova edificazione o soggetti ad una ristrutturazione che coinvolga almeno il 50% della loro superficie, un indice termico massimo ≤ 50 kWh/m²a, corrispondente ad una CasaClima di categoria B. Con questo decreto la Provincia si impegna inoltre ad offrire come incentivo la riduzione del 10% degli oneri di urbanizzazione per la classe A, e rende obbligatorio l’utilizzo dell’energia solare (con pannelli termici o con impianti fotovoltaici) per almeno il 25% del fabbisogno termico dell’edificio. Senza una dichiarazione che attesti l’intento di rispettare queste caratteristiche energetiche, presentata dal committente e firmata dal progettista, il Comune non rilascia la concessione edilizia; senza l’attestato di corrispondenza alla categoria energetica minima, concesso a lavori ultimati da un preposto ufficio provinciale, non viene accordata l’abitabilità.

La combinazione e la concreta applicazione di questi provvedimenti stanno contribuendo sensibilmente al miglioramento dello standard di qualità ambientale della Provincia. Nonostante la relativamente recente emanazione di queste norme, infatti, si sono già potuti registrare effetti molto significativi non solo sotto il profilo del risparmio energetico (con rilevanti riduzioni delle spese relative all’energia), ma anche della salvaguardia ambientale, con una in alcuni casi drastica riduzione dell’inquinamento atmosferico da riscaldamento, una migliore protezione della falda acquifera, una considerevole diffusione dei tetti verdi.

8. Conclusione

Alla luce di tutte queste valutazioni, è facile constatare che chi si orienta verso una casa a basso consumo energetico può contare su numerosi vantaggi, relativi sia all’aspetto economico che alla qualità della vita. Inoltre, vista la grande e sempre crescente richiesta di energia che caratterizza l’umanità intera, e che comporterà a breve l’inevitabile esaurimento delle riserve di combustibili fossili, questa scelta, oltre ad indicare lungimiranza, si connota anche di una forte valenza etica. Optare per una casa con le caratteristiche sopra descritte può rappresentare un mezzo concreto e alla portata di tutti per la tutela quotidiana non solo del proprio patrimonio e della propria salute, ma di quella di ciascun individuo e di tutto l’ambiente; una scelta che con l’andar del tempo potrebbe comportare rilevanti ripercussioni positive a livello globale, cui poter orgogliosamente affermare di aver contribuito.

Altre informazioni e fornitori di Casaclima: Casaclima

Una Risposta a “Casaclima – la casa ad alto risparmio energetico” Invia una risposta ›

  • Le case clima sono un ottimo esempio di risposta al crescente bisogno di diminuzione dell’impatto ambientale e dei consumi. Dovendo ristrutturare casa e non potendo permettermene una nuova ho iniziato dagli infissi. Ho cercato un pò su internet finestre a risparmio energetico ed ho trovato una soluzione di “finestra in alluminio dinamica” c’è anche un video su youtube per chi volesse vedere applicata la funzionalità. Fatto sta che questa soluzione permette il reutilizzo dell’aria calda che si forma sui vetri in inverno e la sua espulsione in estate. Se fa ache solo il 50% di ciò che promette è un buon abbattimento energetico e soprattutto nessuna emisione di C02 con riscaldamento e aria condizionata.

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